
Qualche anno fa avremmo parlato semplicemente di Google My Business. Oggi si chiama Profilo dell’attività su Google, ma soprattutto è cambiato il contesto nel quale questo strumento viene utilizzato.
Per molto tempo la scheda Google è stata considerata quasi come una vetrina digitale. Nome della struttura, indirizzo, numero di telefono, sito web, fotografie, orari e recensioni. Informazioni importanti, certamente, ma spesso gestite come qualcosa di separato dal resto della strategia digitale.
Per un hotel, un residence, un agriturismo o qualsiasi altra struttura ricettiva, il Profilo dell’attività su Google è uno dei punti di contatto più importanti con il potenziale ospite. E non parlo soltanto di visibilità locale.
Pensiamo a come cerchiamo un hotel
Facciamo un esempio molto semplice. Una persona vede la sponsorizzata di un hotel su Instagram. La struttura sembra interessante, ma non clicca e non prenota.
Qualche giorno dopo si ricorda il nome e lo cerca su Google.
Oppure trova una struttura su Booking.com e, prima di prenotare, cerca il nome dell’hotel su Google per capire se esiste un sito ufficiale, leggere altre recensioni o magari verificare se può ottenere condizioni migliori prenotando direttamente.
Oppure ancora ha già sentito parlare dell’hotel da un amico, lo cerca e si trova davanti la scheda Google.
Sono situazioni normalissime.
E in tutti questi casi il Profilo dell’attività può diventare uno dei passaggi che precedono la visita al sito e, potenzialmente, una richiesta o una prenotazione diretta.
Il Profilo Google fa parte dell’identità digitale dell’hotel
Quando qualcuno cerca direttamente il nome di una struttura, Google può mostrargli moltissime informazioni.
Fotografie, recensioni, posizione, indicazioni stradali, sito ufficiale, contatti, servizi e altre caratteristiche della struttura.
Il potenziale cliente può quindi iniziare a farsi un’idea dell’hotel ancora prima di essere entrato nel sito.
Possiamo investire migliaia di euro in un nuovo sito web, lavorare sulle campagne Google Ads e Meta Ads, produrre fotografie bellissime e curare i contenuti social. Ma se poi il Profilo dell’attività presenta fotografie vecchie, informazioni incomplete o dati non aggiornati, stiamo lasciando scoperto un pezzo importante del percorso dell’utente.
La presenza digitale di una struttura dovrebbe invece essere coerente.
Non c’è soltanto la Local SEO
Ovviamente il Profilo dell’attività continua ad avere una grande importanza per la visibilità locale e per Google Maps.
Ma oggi secondo me bisogna allargare il ragionamento.
Google sta diventando sempre più bravo nel raccogliere, interpretare e mettere in relazione informazioni provenienti da fonti differenti. Il sito web, il Profilo dell’attività, le recensioni, le immagini e più in generale tutto ciò che racconta online una struttura contribuiscono a costruire un’identità digitale.
Ed è un concetto che ritroviamo sempre più spesso anche quando parliamo di Intelligenza Artificiale.
Negli ultimi mesi ho insistito parecchio su questo punto anche parlando di SEO, GEO e campagne Google Ads basate sull’AI.
Più Google deve comprendere autonomamente un’attività, più diventa importante fornirgli informazioni corrette, coerenti e facilmente interpretabili.
Non significa che aggiornando il Profilo Google improvvisamente avremo campagne migliori o compariremo ovunque nelle risposte generate dall’AI.
Significa però che oggi è sempre meno sensato ragionare per compartimenti stagni.
SEO da una parte. Google Ads dall’altra. Profilo dell’attività da un’altra ancora.
Fa tutto parte dello stesso ecosistema.
E per un hotel questo vale ancora di più
Nel settore turistico il percorso che porta alla prenotazione raramente è lineare.
Una persona può vedere una sponsorizzata, visitare il sito, uscire, cercare recensioni, confrontare l’hotel con altre strutture, tornare su Google qualche giorno dopo e infine prenotare.
Può farlo in pochi minuti oppure nell’arco di diverse settimane. Nel frattempo entra in contatto con il brand più volte e attraverso strumenti differenti.
Il Profilo dell’attività su Google è uno di questi.
Per questo dovrebbe essere trattato con la stessa attenzione che dedichiamo agli altri strumenti della strategia digitale.
Le informazioni devono essere corrette. Le fotografie devono rappresentare realmente la struttura. Le recensioni devono essere monitorate e gestite. I servizi devono essere aggiornati. Il collegamento al sito deve essere corretto.
Eppure continuo a trovare strutture che investono in pubblicità e hanno una scheda Google trascurata.
Anche le recensioni fanno parte della strategia
C’è poi un elemento che nel turismo pesa tantissimo. Le recensioni!
Possiamo avere il sito più bello del mondo e una campagna pubblicitaria perfetta, ma sappiamo benissimo quanto il giudizio degli altri ospiti possa influenzare una decisione.
Il Profilo dell’attività concentra una parte importante di questa reputazione proprio nel momento in cui l’utente sta cercando informazioni sulla struttura.
Non basta quindi accumulare recensioni. Bisogna leggerle, rispondere quando opportuno e soprattutto utilizzarle come una fonte di informazioni.
Se decine di persone apprezzano la colazione, la SPA, la posizione o l’accoglienza dello staff, forse quegli stessi elementi meritano maggiore spazio anche nel sito e nelle campagne pubblicitarie.
Allo stesso modo, se emerge ripetutamente una criticità, ignorarla non farà sparire il problema. Anche questo significa fare marketing.
Il Profilo dell’attività non deve vivere da solo
È probabilmente questo il cambiamento principale rispetto a come consideravo Google My Business qualche anno fa.
Oggi non proporrei a un hotel di “fare Google Business Profile” come attività isolata. Preferisco inserirlo all’interno di un lavoro più ampio.
Sito web, SEO, contenuti, Google Ads, Meta Ads, Analytics, tracciamento delle conversioni, reputazione online e Profilo dell’attività dovrebbero dialogare tra loro.
Non perché dobbiamo necessariamente utilizzare ogni strumento disponibile, ma perché ogni punto di contatto dovrebbe accompagnare l’utente nella stessa direzione.
Quella che, per una struttura ricettiva, dovrebbe essere il più possibile la prenotazione diretta.
Quindi il Profilo dell’attività su Google serve ancora?
Direi che oggi questa domanda ha quasi perso significato perché non si tratta più di decidere se “fare Google My Business”.
Ciò che bisogna domandarsi è tutt’altro. Quando qualcuno cerca il nome della tua struttura su Google, cosa trova?
Trova informazioni aggiornate? Fotografie coerenti con quello che vedrà sul sito? Recensioni gestite? Servizi corretti? Un collegamento chiaro verso il sito ufficiale?
Oppure trova una presenza digitale lasciata un po’ al caso?
Il Profilo dell’attività su Google non farà da solo la strategia digitale di un hotel.
Non porterà magicamente prenotazioni e non sostituirà un buon sito web, una strategia pubblicitaria o un lavoro serio sui contenuti.
Ma trascurarlo significa lasciare incompleto proprio uno dei punti in cui un potenziale ospite può essere più vicino alla struttura e, in alcuni casi, anche alla prenotazione.
E oggi credo che un hotel non possa più permetterselo.