
Una delle domande che sento ripetere più spesso quando si parla di Social Media Marketing per hotel è sempre la stessa:
“Ma cosa possiamo pubblicare?”
Cambiano gli strumenti, cambiano i social, arrivano nuovi formati, nuovi algoritmi e oggi anche l’Intelligenza Artificiale. Eppure il problema sembra essere rimasto esattamente quello di qualche anno fa.
Apri Instagram.
Devi pubblicare qualcosa.
Foglio bianco.
Apri Facebook.
Foglio bianco.
Devi preparare un Reel.
Ancora foglio bianco.
La sensazione mi ricorda molto quella che provavamo a scuola quando l’insegnante annunciava il famoso tema in classe.
Avevi davanti un foglio bianco, magari anche qualche idea in testa, ma non sapevi da dove cominciare.
Ecco, quando si tratta di creare contenuti per un hotel succede spesso la stessa cosa.
Solo che oggi credo ci sia un errore di fondo: continuiamo a cercare idee quando, nella maggior parte dei casi, le idee sono già davanti ai nostri occhi.
Il tuo hotel produce contenuti tutti i giorni
Pensa a una normale giornata nella tua struttura.
- Lo chef prepara un nuovo piatto.
- Arriva la prima neve della stagione.
- Cambiano i colori del paesaggio.
- Un ospite parte per un trekking.
- Stai preparando la piscina per l’estate.
- Hai rinnovato una camera.
- Nel territorio viene organizzato un evento.
- Il tuo staff sta preparando qualcosa di particolare.
- Hai scoperto un percorso che consiglieresti a un cliente.
- È arrivato un prodotto locale che utilizzerai nel menu.
Tutto questo è contenuto.
Il problema è che spesso non siamo più abituati a considerarlo tale.
Cerchiamo “l’idea per Instagram” come se dovessimo inventare qualcosa apposta per Instagram.
In realtà dovremmo fare esattamente il contrario.
Prima viene quello che succede realmente nella struttura, nel territorio e nell’esperienza che proponiamo.
Poi decidiamo come raccontarlo.
Questo è probabilmente il cambiamento più importante rispetto a qualche anno fa.
Non chiederti:
“Cosa pubblico oggi su Facebook?”
Chiediti:
“Cosa è successo oggi che potrebbe essere interessante per una persona che sta pensando di venire qui?”
Sembra una differenza piccola.
In realtà cambia completamente il modo di lavorare.
Facciamo un esempio.
Se gestisci un hotel in montagna e oggi hai percorso uno dei sentieri più belli che partono dalla tua zona, puoi semplicemente pubblicare una fotografia su Instagram.
Oppure puoi partire da quella stessa esperienza e costruirci intorno qualcosa di molto più interessante.
Puoi raccontare:
“5 passeggiate da fare partendo dal nostro hotel”
- Da questa idea può nascere un articolo sul sito.
- Poi puoi prendere una delle passeggiate e realizzare un Reel.
- Puoi creare un carosello con i cinque percorsi.
- Puoi pubblicarne uno su Facebook.
- Puoi inserirli in una newsletter dedicata agli ospiti.
- Puoi creare una piccola guida.
- Puoi rispondere meglio alle domande che ricevi ogni giorno alla reception.
Una sola esperienza reale è diventata improvvisamente materiale per molti contenuti diversi.
E nessuno di questi contenuti è stato inventato.
Il contenuto oggi alimenta tutto il tuo ecosistema digitale
Qualche anno fa avrei probabilmente detto:
“Il blog alimenta i tuoi social.”
Oggi credo che questa frase sia diventata troppo limitante.
Il blog continua ad avere un ruolo importante, ma non dobbiamo più immaginare una comunicazione che viaggia solamente in una direzione:
Blog → Facebook → Instagram
Oggi il percorso può tranquillamente essere:
esperienza reale → Reel → articolo → newsletter → Instagram → Google → AI
Oppure può iniziare proprio da un contenuto social.
Magari pubblichi un Reel su un’esperienza che ottiene molte visualizzazioni e ti accorgi che le persone fanno sempre la stessa domanda nei commenti.
Quella domanda può diventare un articolo.
L’articolo può entrare nella newsletter.
La newsletter può generare un’altra domanda.
E quella domanda può diventare un nuovo contenuto.
È un circolo.
Per questo preferisco parlare di ecosistema dei contenuti.
Non dobbiamo produrre dieci idee diverse per dieci canali diversi.
Dobbiamo imparare a riconoscere una buona idea e poi adattarla ai diversi luoghi in cui può essere raccontata.
E il blog? Serve ancora?
Assolutamente sì.
Ma non semplicemente perché bisogna “tenere aggiornato il sito”.
Per anni abbiamo sentito dire che pubblicare continuamente contenuti nuovi aiutava Google perché il sito risultava fresco e aggiornato.
La questione oggi è molto più interessante.
Un buon articolo deve prima di tutto rispondere realmente a qualcosa che interessa il tuo potenziale cliente.
Google continua a indicare come priorità contenuti utili, affidabili, originali e creati principalmente per le persone, non pagine prodotte soltanto con l’obiettivo di ottenere un posizionamento.
E con l’arrivo delle esperienze di ricerca basate sull’Intelligenza Artificiale questo principio non è scomparso.
Google stesso ribadisce che le fondamenta della SEO restano valide anche nelle esperienze generative e invita a concentrarsi su contenuti originali, utili e basati su esperienza e competenza reale.
E qui un hotel ha un vantaggio enorme.
Perché possiede qualcosa che un generatore automatico di testi non possiede: l’esperienza diretta.
Tu quella destinazione la vivi.
Conosci le domande che fanno gli ospiti.
Sai qual è la passeggiata più bella.
Sai dove andare quando piove.
Sai quando vedere un determinato fenomeno naturale.
Sai cosa significa soggiornare nella tua struttura.
Sai quali sono le esigenze che ritornano continuamente al front office.
Questa conoscenza è contenuto.
L’Intelligenza Artificiale può aiutarti. Ma non può vivere l’hotel al posto tuo
Naturalmente oggi abbiamo strumenti che possono aiutarci tantissimo nella produzione dei contenuti.
- Possiamo utilizzare l’AI per organizzare un articolo.
- Per trovare un titolo.
- Per trasformare un testo in un post.
- Per ricavare da un articolo cinque idee per Instagram.
- Per preparare la struttura di una newsletter.
- Per migliorare un testo scritto male.
Google stesso riconosce che l’Intelligenza Artificiale può essere utile, per esempio, per fare ricerca o dare struttura a contenuti originali. Il problema nasce quando viene utilizzata per produrre grandi quantità di pagine senza aggiungere reale valore per chi legge.
Ed è proprio questo il punto.
L’AI può aiutarti a raccontare un’esperienza. Non può fare quell’esperienza al posto tuo.
Se chiedo a un’Intelligenza Artificiale di scrivermi:
“10 cose da fare in Trentino”
probabilmente otterrò un articolo corretto.
Ma sarà molto diverso dal contenuto scritto da un albergatore che può dire:
“Questo è il percorso che consiglio sempre alle famiglie che soggiornano da noi perché parte a dieci minuti dall’hotel, non presenta particolari difficoltà e a metà strada c’è una malga dove consiglio di fermarsi.”
Ecco la differenza.
Nel primo caso abbiamo informazioni.
Nel secondo abbiamo esperienza.
Niente cavolate
Questo era il titolo di un paragrafo della prima versione di questo articolo e ho deciso di lasciarlo.
Perché credo sia ancora perfettamente valido.
Anzi, forse oggi lo è ancora di più.
Abbiamo strumenti che permettono di produrre contenuti in quantità impressionanti.
In pochi secondi possiamo generare venti post, cinquanta titoli e cento idee.
Ma questo non significa necessariamente comunicare meglio.
Il rischio è riempire i canali di cose perfettamente scritte che non interessano a nessuno.
Non devi pubblicare perché “l’algoritmo vuole tre post alla settimana”.
Devi pubblicare quando hai qualcosa che vale la pena raccontare.
E questo non significa necessariamente raccontare qualcosa di straordinario.
Anche una cosa molto semplice può funzionare.
Una fotografia scattata questa mattina dalla terrazza dell’hotel può raccontare molto più della classica immagine patinata accompagnata dalla frase:
“Lasciati coccolare in un’oasi di relax.”
Perché quella fotografia è vera.
È successa oggi. È lì. E mostra qualcosa che il tuo potenziale cliente potrebbe realmente vivere.
Non devi diventare un creator. Devi diventare un buon osservatore
Credo sia questo il vero punto.
Quando un hotel mi dice:
“Non abbiamo niente da pubblicare”
molto spesso non è vero.
È semplicemente diventato normale ciò che per un turista non lo è affatto.
Tu vedi quella montagna tutti i giorni.
Il tuo cliente no.
Tu conosci quel tramonto.
Il tuo cliente no.
Tu sai che a dieci minuti dall’hotel esiste quella passeggiata.
Il tuo cliente potrebbe non averne mai sentito parlare.
Tu hai visto preparare quel piatto cento volte.
Per qualcuno che sta scegliendo dove trascorrere le proprie vacanze potrebbe invece essere uno dei motivi per prenotare.
È qui che nasce una buona strategia di contenuti.
Non dall’obbligo di pubblicare.
Ma dalla capacità di guardare ciò che accade nella struttura con gli occhi di chi ancora non la conosce.
Un contenuto può lavorare molto più di quanto immagini
C’è poi un altro aspetto che spesso sottovalutiamo.
Un post social ha generalmente una vita relativamente breve.
Un buon contenuto, invece, può continuare a lavorare.
Un articolo può essere trovato su Google.
Può essere condiviso mesi dopo.
Può essere ripreso in una newsletter.
Può diventare un Reel.
Può essere aggiornato l’anno successivo.
Può diventare una risposta da inviare a un cliente.
Può contribuire a far capire ai motori di ricerca e ai sistemi di Intelligenza Artificiale di cosa sei competente, quale territorio conosci e quali esperienze sei in grado di offrire.
Ecco perché non ragionerei più solamente in termini di:
“Dobbiamo fare il post di oggi.”
Ragionerei piuttosto così:
“Quale contenuto possiamo creare oggi che continui ad avere valore anche domani?”
La differenza è enorme.
La prossima volta che ti troverai davanti al famoso foglio bianco, non andare immediatamente alla ricerca delle “10 idee per Instagram”.
Fermati un attimo.
Guarda cosa succede intorno a te.
Ascolta le domande degli ospiti.
Parla con chi lavora in reception.
Vai in cucina.
Guarda fuori dalla finestra.
Fai una passeggiata nel territorio.
Controlla quali domande ricevi via email.
Leggi le recensioni.
Probabilmente scoprirai di avere molti più contenuti di quanti pensassi.
Poi arriva la seconda fase.
Decidere come raccontarli.
Un articolo, un video, una fotografia, una newsletter, un Reel, una storia o magari tutti questi formati insieme.
Gli strumenti cambieranno ancora.
Cambieranno i social.
Cambierà Google.
Cambieranno i sistemi di Intelligenza Artificiale.
Ma credo che una cosa continuerà ad avere valore:
avere qualcosa di vero da raccontare.
Perché alla fine il vero antidoto al foglio bianco non è trovare continuamente nuove idee.
È imparare a riconoscere quelle che hai già davanti agli occhi.
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