
Da qualche tempo si parla moltissimo di intelligenza artificiale e sempre più spesso di GEO. La SEO, invece, sembra essere finita un po’ sullo sfondo. Come se appartenesse a una fase precedente del marketing digitale, quando per cercare un hotel si andava su Google e si iniziavano ad aprire siti.
Oggi le persone possono chiedere un consiglio a un assistente AI, descrivere la vacanza che hanno in mente e ricevere una risposta con alcune strutture da valutare. Un cambiamento importante, che merita attenzione. Ma da qui a pensare che la SEO abbia esaurito il proprio ruolo ce ne passa.
Per una struttura ricettiva, lavorare sulla SEO resta fondamentale. E l’evoluzione della ricerca attraverso l’intelligenza artificiale rende ancora più importante avere un sito accessibile, comprensibile e ricco di informazioni utili.
Prima di preoccuparci di come comparire nelle risposte dell’AI, dovremmo quindi farci una domanda molto concreta. Il nostro sito spiega davvero bene chi siamo, cosa offriamo e per quali ospiti possiamo essere la scelta giusta?
La GEO ha sostituito la SEO?
GEO significa Generative Engine Optimization. Con questa espressione si indica il lavoro finalizzato a migliorare la visibilità di un’attività e dei suoi contenuti nelle risposte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Se cambiano gli strumenti con cui le persone cercano informazioni, dobbiamo capire come essere presenti anche in quei percorsi. Il problema nasce quando questa evoluzione viene raccontata come se rendesse inutile tutto quello che c’era prima.
Si rischia così di discutere della nuova sigla senza aver risolto problemi molto più concreti. Pagine che i motori di ricerca non riescono a raggiungere, servizi descritti in modo superficiale, informazioni non aggiornate e testi che potrebbero appartenere a qualsiasi albergo.
Per quanto mi riguarda, il punto di partenza resta quello. Possiamo ampliare il lavoro verso la ricerca AI, ma serve una base solida su cui costruire.
Google stesso chiarisce che le buone pratiche SEO continuano a essere rilevanti per le sue funzionalità AI, come AI Overviews e AI Mode. Per poter comparire come link di supporto in queste risposte, una pagina deve essere indicizzata e idonea alla visualizzazione di uno snippet nella ricerca. La presenza, naturalmente, non è garantita.
L’AI ha bisogno di informazioni da trovare e comprendere
Quando un potenziale ospite chiede un suggerimento per una vacanza, la qualità delle informazioni disponibili sulla struttura diventa un elemento centrale.
Immaginiamo una persona che cerchi un hotel tranquillo in montagna, con una SPA accessibile anche ai bambini in determinati orari, un ristorante attento alle esigenze alimentari e la possibilità di fare passeggiate semplici senza utilizzare l’auto.
Sul sito dell’hotel tutte queste caratteristiche potrebbero esserci davvero, ma vengono spiegate?
Dire che la struttura offre “benessere, buona cucina ed esperienze nella natura” lascia aperte quasi tutte le domande. Quali sono le regole della SPA? Come vengono gestite le richieste alimentari? Da dove partono le passeggiate? Sono adatte a una famiglia con un passeggino?
Una caratteristica che esiste nella struttura, ma che online viene raccontata male, rischia di perdere valore proprio nel momento in cui qualcuno la sta cercando.
Questo vale per la persona che visita il sito e diventa particolarmente rilevante quando la ricerca parte da una richiesta articolata, con più esigenze da soddisfare contemporaneamente.
Il mio consiglio è quindi di guardare alle pagine del sito anche in questo modo. Quanto aiutano a capire se l’hotel è adatto a quella specifica vacanza?
Il rapporto tra SEO e AI va capito bene
Dire che la SEO “insegna all’intelligenza artificiale” può aiutare a rendere l’idea, ma rischia di semplificare troppo.
L’addestramento di un modello e la ricerca di informazioni online mentre viene preparata una risposta sono processi diversi. Ottimizzare una pagina non significa aggiornare automaticamente ciò che un modello ha imparato, né assicurarsi che quella pagina venga citata.
Il ragionamento utile per un albergatore è più concreto. Un lavoro SEO ben fatto aiuta a rendere i contenuti reperibili, a organizzarli e a chiarire gli argomenti di cui trattano. Sono condizioni che considero preziose anche in un percorso di visibilità attraverso la ricerca AI.
La SEO aiuta quelle informazioni a essere raggiungibili e comprensibili.
Per questo bisogna continuare a investirci. Il sito ufficiale è lo spazio in cui una struttura può raccontarsi con maggiore precisione, spiegando aspetti che altrove vengono spesso ridotti a una categoria, un filtro o poche righe di descrizione.
Per un hotel, essere specifici conta più degli slogan
Nel turismo siamo abituati a leggere espressioni come “ospitalità unica”, “vacanza indimenticabile” e “attenzione a ogni dettaglio”. Possono accompagnare il racconto di una struttura, ma da sole spiegano poco.
Un hotel per ciclisti, per esempio, dovrebbe raccontare come funziona il deposito delle biciclette, se è disponibile un’area per il lavaggio, quali percorsi si possono affrontare nelle vicinanze e se la colazione viene servita presto per chi vuole partire al mattino.
Un albergo vicino a una fiera dovrebbe chiarire i tempi e le modalità per raggiungerla, la disponibilità del parcheggio, gli orari del ristorante e gli eventuali servizi utili a chi viaggia per lavoro.
Sono informazioni che aiutano a scegliere e, dal mio punto di vista, è proprio qui che il lavoro SEO trova una delle sue applicazioni più utili. Capire cosa cerca il pubblico e verificare che il sito offra risposte concrete.
Non serve trasformare ogni pagina in un elenco infinito di domande. Serve conoscere i propri ospiti, raccogliere i dubbi che emergono nelle telefonate e nelle email e utilizzarli per migliorare i contenuti.
Spesso le indicazioni più interessanti arrivano dalla reception. Prima ancora che da uno strumento di analisi.
La SEO dovrebbe entrare nel progetto prima della pubblicazione
C’è poi un’abitudine che continua a essere poco vincente, ossia realizzare il sito, approvare la grafica, inserire i testi e soltanto alla fine chiedersi come lavorare sulla SEO.
A quel punto può essere necessario rivedere pagine, collegamenti e contenuti che si sarebbero potuti progettare meglio fin dall’inizio.
La SEO dovrebbe accompagnare la costruzione del sito. Aiutare a decidere quali pagine servono, come organizzare i servizi, quali informazioni rendere facilmente raggiungibili e come presentarle nelle lingue dei mercati a cui ci rivolgiamo.
Un sito può essere molto bello e lasciare comunque senza risposta domande decisive per una prenotazione. Può mostrare fotografie splendide della piscina senza chiarire quando è aperta o se viene riscaldata. Può valorizzare la posizione senza spiegare quanto sia semplice arrivare in struttura.
Io partirei da queste verifiche anche quando l’obiettivo è migliorare la visibilità nella ricerca AI. Prima di aggiungere nuovi interventi, cercherei di capire quanto è completo e solido ciò che abbiamo già.
Essere trovati resta una parte del lavoro
Naturalmente, comparire in una risposta generata dall’intelligenza artificiale non equivale a ricevere una prenotazione. Così come una buona posizione su Google, da sola, non riempie le camere.
Contano l’offerta, il prezzo, la reputazione, la facilità di utilizzo del sito e il funzionamento del booking engine. La visibilità crea un’opportunità, ma la struttura deve riuscire a trasformarla in interesse e fiducia.
Per questo eviterei di valutare la SEO soltanto attraverso la posizione di qualche parola chiave. Guarderei anche alle ricerche per cui il sito viene trovato, alle pagine che intercettano potenziali ospiti e alle richieste o prenotazioni che ne derivano.
Il fatto che il percorso di ricerca stia cambiando ci chiede di osservare meglio questi passaggi e di aggiornare il nostro modo di lavorare.
Personalmente, all’arrivo dell’AI risponderei dedicando ancora più attenzione alla qualità del sito di una struttura ricettiva. Contenuti precisi, informazioni aggiornate e pagine costruite attorno alle esigenze reali degli ospiti sono un investimento che continua ad avere senso.
Le persone possono cambiare il modo in cui cercano un hotel. Il nostro compito resta aiutarle a capire perché proprio quella struttura potrebbe essere adatta al loro viaggio.
La SEO ha ancora molto da fare in questo lavoro, soprattutto oggi.