Il Bue (portali turistici) che dice cornuto all'asino (Google)

Questa mattina voglio uscire un pò dagli schemi tecnici che caratterizzano questo Blog e vorrei aprire una discussione con gli albergatori.

L’argomento che voglio affrontare non riguarda direttamente la categoria albergatori ma li tira in causa solo indirettamente.

google-ita-software

Perchè parto con un titolo così forte?

Facciamo un piccolo passo indietro quando viene annunciata la seguete notizia: Google ha acquistato, per il valore di 700 milioni di dollari, la Startup ITA Software. Questa non è altro che un’azienda specializzata nell’informazione sui viaggi per i passeggeri aerei. Sostanzialmente Google vuole entrare nel ricco e competitivo mercato dei voli aerei. E si sa…se Google vuole, allora può anche!

Ma questo “asino” di Google è proprio “cornuto”. Ad affermarlo lo dice il “Bue”, che possiamo identificare in un’alleanza di rinomati portali turistici, per l’appunto: Expedia, TripAdvisor, Kayak.com e Farelogix. Questi non ci stanno assolutamente in questa iniziativa e acquisto realizzato dal motore di ricerca e si rivolgono al Department of Justice (DoJ) statunitense per impedire questo vilipendio.

Come sintetizzo io tutta questa faccenda?

Paura, molta paura da parte dei portali! Ma se io fossi albergatore comincerei a ridermela di sana pianta. Perchè?

Anche i portali turistici ora capiranno che cosa voglia dire impadronirsi di fette di mercato. Mi spiego meglio: cosa fanno i portali turistici tutti i giorni con le strutture ricettive oltre a chiedere alte percentuali sul prenotato? La cosa più brutta è che hanno un bel predominio (assoluto) nelle Serp di Google, ovvero nel posizionamento. Qualsiasi viaggiatore che usi il motore per fare una ricerca del tipo “Hotel + località turistica”, troverà spesso come risultati nella prima pagina solo ed esclusivamente i portali turistici.

E chi ci rimette in tutto questo? Gli albergatori che da molto tempo faticano o commissionano web agency ed esperti SEO per riuscire ad ottenere un buon posizionamento. Ma non ci si riesce. L’unica via per rimediare a questo è accontentarsi nel saper sfruttare la Long Tail.

Ma “io albergatore” oggi rido e tifo per Google, che con la sua forza di mercato riuscirà ad imporsi in questo settore e soprattutto a rubare una consistente fetta di mercato ai portali turistici che hanno a che fare con il mondo dei viaggi e dei voli aerei.

Oltretutto se Google riuscirà ad imporsi a dovere, con il sito web della mia struttura ricettiva posso riuscire a ritagliarmi un piccolo spazio nelle ricerche sul motore. Ma soprattutto devo essere contento dell’operato di Google, perchè in un certo senso questo sta facendo un pò di valorizzazione del settore turistico. Sta offrendo servizi ai viaggiatori, in alcuni casi fa anche valorizzazione del territorio grazie ai contenuti che riesce ad offrire sul web. Insomma Google alla fine è solo un efficiente mezzo con cui un viaggiatore esperto nelle ricerche potrebbe giungere nella mia località turistica e nelle migliori delle ipotesi soggiornare nella mia struttura ricettiva.

E quindi quando i portali turistici si permettono di alzare un polverone contro Google, bisogna augurarsi che questo resti inascoltato proprio come rimane sempre inascoltato il polverone che spesso gli albergatori alzano nei confronti delle “orecchie da mercante” dei portali turistici.

Ma questo è solo un mio parere, che ammetto essere condizionato dal fatto che mi occupo di SEO e quindi i motori di ricerca sono il mio pane quotidiano. Avrei pertanto piacere di conoscere il tuo parere.

Credi che i portali turistici facciano bene ad opporsi a questa manovra di mercato di Google?

Pensi che il monopolio di Google possa diventare un ostacolo per la produttività della tua struttura ricettiva?

Danilo Pontone

Il Bue (portali turistici) che dice cornuto all'asino (Google) ultima modifica: 2010-10-29T10:29:26+00:00 da Danilo Pontone
The following two tabs change content below.
Consulente Web Marketing, SEO e Social Media Marketing per tutte le strutture alberghiere. Con Hotel 2.0 offre Consulenza e Servizi utili per impostare la migliore strategia di Promozione sul Web.

  • Analisi impeccabile, condivido in pieno. Ritengo che possa essere una mossa che aumenterà il livello di concorrenza nel settore della prenotazione online, e quando la concorrenza aumenta in genere chi se ne avantaggia sono proprio gli utenti.
    Dobbiamo dire che Google è una potenza che dove decide di buttarsi spesso riesce anche a dettare legge, speriamo che questa legge sia davvero un vantaggio per l’utente.

    • Ciao Marco,
      sono d’accordo con te, e sulla speranza che riponi nella legge a vantaggio per l’utente, io non avrei dubbi. In fin dei conti Google nasce per questo: offrire risposte pertinenti e utili agli utenti. Poi che dietro ci siano manovre di mercato per guadagnarci qualcosa, come dargli colpa? Non è che si campa a gratis.
      In questo caso poi, la colpa di Google qual è? Quella di avere in tasca 700 milioni di dollari? :D

      Grazie per il tuo commento ;)

  • Uhmmm…caro amico Danilo mi hai stimolato per rendere nota una differenza che io reputo sostanziale.

    Come ben sai io lavoro per un portale turistico molto conosciuto per quanto riguarda la riviera romagnola.
    Ovviamente si parla di un’altra cosa rispetto ai vari expedia, venere, tripadvisor, ecc ecc.

    Rispetto a questi hai pienamente ragione, l’albergatore DEVE tenere per google dato che questi servizi di booking online non danno nessun valore aggiunto se non dare alcune prenotazioni (che tutto sommato non fanno schifo essendo il fine dell’avere presenza nella rete)…

    Veniamo invece ai “portali” locali…chiamati erroneamente portali dato che sono siti internet semplicemente “un po’ più grandi”…
    Solitamente in questi casi è presente una scheda hotel molto dettagliata, molte volte anche superiore al sito stesso come completezza di informazioni (diciamoci la verità..tanti siti di alberghi sono vecchi, orrendi e poco utili con informazioni datatissime) e come aggiornamenti.
    Questo è un valore aggiunto dato che l’utente può raggiungere e conoscere un hotel che mai e poi mai uscirebbe nelle SERP…
    In questi casi l’albergatore ha solo questo mezzo per avere un po’ di visibilità ed è fondamentale che questi siti abbiano una presenza massiccia in SERP…

    Quindi con questo cosa voglio dire…che l’albergatore o investe in un sito fatto con tutti i crismi e tifare per google con tutti i rischi che ne conseguono, oppure investire nei portali locali e tifare contro google…
    Quale sarà la soluzione migliore?

    A voi la parola…

    • @Criss: tocchi un tasto importante e come dici, affronti una differenza sostanziale. Faccio fatica ad identificare i portali turistici locali con quelli a livello nazionale. Da un punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca, l’operato dei portali turistici locali è sicuramente differente. E’ molto più specifico, e soprattutto se il mio hotel di Parma, per esempio, si trovasse proprio in un portale turistico esclusivamente dedicato al territorio romagnolo che fa anche valorizzazione del territorio, bè di sicuro ne trarrebbe vantaggi. Anche perchè la scheda dettagliata dell’hotel, inserita in un sito molto tematico, porta molto valore aggiunto al mio sito istituzionale. Poi però bisogna scindere il posizionamento da aspetti meramente commerciali. Mi riferisco al discorso provvigioni. Ma questo non lo ritengo poi un problema. Penso che se si offre un servizio ci debba essere anche un ritorno, pure per i portali turistici. Tornando poi al discorso SEO dei portali, bisogna anche vedere se a livello di link popularity certi portali offrano e passino PageRank ad un sito. :)

      @enrico: il monopolio di Google è indubbio. Però il pay per clic la vedrei più come una manna dal cielo per quei siti che la prima, la seconda ed anche la terza pagina di google la vedono col binocolo :) Per “hotel siena” comunque, escluse le mappe di Google, vedo solo due siti di hotel nella prima pagina uno dei quali è ottimamente posizionato grazie al sito (ben costruito) e anzianità di dominio. Della serie c’era il dominio quando non c’era ancora Google :D

      @roberto: esatto! Tutta questa paura. Ma se sono già abbastanza forti, chi dice che Google debba per forza sconvolgere le regole del gioco? Google non è infallibile, basti vedere alcuni fallimenti in campo social media: wave, buzz. :)

  • Secondo me il SEO se ben fatto ancora consente di battere i portali, basta farsi un giro su google per verificarlo. Infatti molti piccoli hotel hanno il loro sito web in posizioni migliori rispetto ai grandi portali tipo expedia, effettuate una prova con “hotel siena” oppure “hotel cortina” e vedrete. Detto questo anche se non amo la cricca di Expedia e Tripadvisor, devo dire che pure Google ultimamente sta abusando un pò troppo della sua posizione di leader, vendendo pay per click porta a porta, e limitando sempre più la visibilità dei risultati organici.

  • Roberto Peschiera

    e semprechè non diventi un monopolio, il che viste le potenzialità di Google, potrebbe anche non essere un vantaggio, ne per l’albergatore ne per l’utente finale. Tanti “cagnolini rabbiosi e spaventati” a caccia dello stesso osso! Libera imprenditoria in libero mercato? Tempo al tempo!

  • Licia

    Questa sì che è davvero un’analisi interessante!
    (Io lavoro per un portale di congressuale che coinvolge alcune strutture turistiche, ma senza srvizio booking.)

    1)Sorry per grandi portali prenotazione turistica come Expedia, ma alzare continuamente le percentuali non li ha resi particolarmente simpatici! In più, imparino a lavorare in un regime più concorrenziale!

    2)Il problema per gli albergatori sorgerà se Google vorrà fare una sorta di “cartello” con i vari Expedia, TripAdvisor, ecc… Altrimenti non vedo perchè dovrebbero preoccuparsi.
    E poi, per ora, si è parlato solo di booking aereo, o sbaglio?

    3)@Criss: condivido in pieno il tuo commento sulla qualità delle informazioni presenti sui portali rispetto a quella che si può trovare sui siti propri degli alberghi. (Le foto brutte e le descrizioni prolisse si sprecano!).
    I portali ben studiati, che non si basano solo sul booking e che puntano alla qualità dell’informazione giocano un altro campionato, sono “popolari” e quindi hanno poco da temere.

    • Ciao Licia sono d’accordo con il tuo pensiero. Sul terzo punto è vero che spesso i siti degli albergatori non sono il massimo, ma per questo ci sarà tempo affinchè si adeguino ad un sistema di presentazione e promozione turistica più efficiente possibile. Lo scopo di portali turistici territoriali come quello a cui accennava Criss è di offrire contenuti e informazioni utili, e magari far conoscere una struttura ricettiva turistica in tutti i suoi aspetti. Meglio ancora se poi tale portale invita l’utente a visitare direttamente il sito della struttura ricettiva, che per l’appunto dovrà essere il più usabile possibile :)

  • @Danilo mercoledì ho scritto in bacheca su FB “Gli unici a non essere preoccupati sono gli albergatori italiani. Booking online: what is ?” mettendo il link alla news di Google&ITA. Ha ricevuto like molto ‘importanti’ :) dal settore. Questa possibile novità è nuovamente l’ennesimo caso di un dialogo fra addetti ai lavori (i soliti 4 amici … stavolta non al bar :) …) dove l’interlocutore principale all’appello come sempre risponde “assente” … lui non c’è in questo mondo, lui è sul suo. Tutto accade ‘sopra’ alla sua testa. Meno che mai chi dovrebbe rappresentarlo si pone anche solo il problema. Banalmente non lo capisce. E se anche lo capisse non gli interessa … Ciao

    • Caro Davide. Ti stringerei la mano, ma i mezzi lo impediscono. Concedimi di dirti solo che hai ragione. Intanto sono ancora qui che aspetto i diretti interessati. Si…aspetto e spero…

  • @Danilo come se l’avessi fatto ! prima o poi accadrà :)

  • La domanda fondamentale è… Se lo meritano gli hotel?

    Fino ad ora il 70-80% dei siti di hotel non si sono mai degnati di fare un restyling del sito, non si sono mai affidati ad un seo e chi più ne ha più ne metta.

    Se Expedia, Booking dominano è solo perchè si sono insediati in mondo fatto di strutture che guadagnano belle cifre e poi non si degnano nemmeno di fare un sito internet.

    Lunga vita ad Expedia!

    • @MondoNeve: si anche io come Davide temo che tu abbia ragione. Mario Conca nel suo commento solleva una questione relativa al fatto che gli utenti italiani prediligano prenotare su portali turistici stranieri. A tal proposito credo che quanto sostenuto da MondoNeve sia la risposta più ovvia e scontata :-)

  • Temo che Mondoneve abbia ragione. 70% forse è per difetto. Su 30000 strutture circa pensare che 9.000 abbiano un sito che ‘comunichi’ è davvero arduo. Basta prenderne a campione anche solo 100 per vedere che purtroppo le % sono altre. Expedia e ‘soci’ sono esattamente come i Network per il mercato delle ADV. Sono, giustamente, inseriti in vuoti di gestione e potere … e in quei vuoti fanno business.

  • Salve a tutti,
    i vostri discorsi sono tutti molto validi e sensati, ma se devo dire qual’é la cosa che mi rammarica di più, non é certo quella della guerra fra ricchi ( google > ota ). Se un americano, o un australiano, o un cinese prenota un soggiorno in Italia attraverso booking.com o expedia o hrs o altri portali, mi sta bene e forse mi devo solo chiedere perché io non riesco ad essere così visibile. La cosa che invece mi fa specie e vedere un italiano che prenota un soggiorno in Italia utiizzando portali stranieri. Questo vuol dire che un 20 o 30 % ( mi riferisco alle commissioni che le strutture ricettive pagano alle ota) dei nostri soldi vanno a rimpinguare le casse degli americani. Non è per campanilismo, ma semplicemente perché non è possibile che gli americani monopolizzino un business così grande ed in continua crescita. Forse non tutti sanno che expedia inc è proprietaria di decine di brand tra cui egencia, tripadvisor (che dovrebbe essere super partes), hotels.com, venere.com, elong.com, etcc
    Priceline, concorrente diretto e americana, tra gli altri detiene booking.com
    Per concludere, ove possibile, preferite le ota italiane, visto che solo se cresceremo un giorno potremo parlare di vera concorrenza.
    Saluti
    Mario Conca
    Mybestapulia.com

    • Mario, anche il tuo discorso è molto sensato e non fa una piega. Però forse dimentichi una cosa: il processo decisionale e di prenotazione di un soggiorno da parte del viaggiatore. Solitamente questi prediligono informarsi sul web ricercando anche il prezzo migliore, magari anche attraverso i comparatori di prezzo dei vari portali turistici. A quel punto l’utente va sul portale col prezzo migliore, ma prima di procedere nella prenotazione fa una cosa: controlla il sito ufficiale della struttura alberghiera, e nella migliore delle ipotesi in cui il sito sia decente ed esistente, guarda se l’offerta per la camera di suo interesse sia migliore di quella proposta dal portale. A questo punto l’eterno problema: il prezzo è uguale ma la struttura non consente prenotazione online tramite software di booking. Oppure il software di booking c’è ma non è facile concludere il processo di acquisto. O ancora, nei casi più assurdi, la tariffa sul sito della struttura è più alta di quella del portale. Ora con tutta la buona volontà che ci possono mettere gli italiani, penso che sia anche un pò compito della categoria albergatori quella di offrire sempre la miglior soluzione magari incentivando anche, come dici, l’utilizzo di portali turistici italiani. Verranno sempre usati invece portali stranieri, perchè più efficienti. E’ come dire che domani dovremmo cominciare tutti a usare un motore di ricerca italiano. Perchè se Google, Bing e Yahoo sono i più efficienti dovrei fare una cosa del genere?
      L’utente utilizza ciò che gli facilita la vita, altrimenti farebbe prima a tornare all’era preistorica andando a prenotare i suoi soggiorni nelle agenzie di viaggio. (cosa che per altro accade ancora :D).

      Grazie per il tuo commento :)

  • Giustissima la ricerca e la facilità di finalizzare il booking da parte dell’internauta. Forse ho tralasciato il fatto che io mi sto occupando di booking online da circa tre anni ed il mio commento voleva essere un pensare a voce alta. Magari la mia mybestplanet o altre ota madeintaly riescano ad emulare i competitors stranieri verso i quali io nutro stima perché capaci di generare business e fatturati.
    Sai qual’é il mio rammarico più grande? Vedere l’Italia rimanere dietro a tutti perché incapace di formare piccoli manager capaci di internazionalizzare le nostre aziende. Ma questo è un’altro discorso e purtroppo un utopia pensare di colmare un GAP di generazioni.
    Io sono ottimista e per quello che potrò mi impegnerò per fronteggiare ad armi pari la concorrenza…..buona giornata a tutti

    • Mario, siamo indietro molto indietro rispetto ad altri Paesi. Però…tutto quello che si sta generando, anche quello che tu stai facendo, sono sicuro che troverà grandi frutti con la nuova generazione. I “vecchietti” chiamiamoli così, si faranno da parte e allora il web non sarà solo un mezzo “tanto per” ma sarà “il mezzo per”. Buona giornata anche a te!

      PS= comunque sai che forse forse…mi hai dato una bella idea? Se avrò intenzione di metterla in moto ti contatto senz’altro :D

  • Cristiana

    Io ragazzi riporto quanto avevo già espresso alla prima comparsa del link su Fb :
    “Io spero, cosa detta anche da fonti all’interno dei portali, che veramente google faccia il suo ingresso indipendente nel mondo del travel e offra a noi piccoli se non minuscole presenze in rete, un supporto maggiore di quello fin ora offerto, da parte nostra, noi albergatori dobbiamo cmq fare tutto il possibile perchè Google possa arrivare ad essere un valido concorrente per i portali ed un ottimo collaboratore per gli alberghi . . .”

    L’unica cosa che mi chiedo è quanto google stesso possa rinunciare agli introiti di booking.com nel caso di che quest’ultimo cancelli in un colpo solo tutti gli investimenti in rete (voci dicono che booking.com spenda l80% dell’incassato in rete) . . .

    Buon lavoro a tutti e buon fine settimana a chi beato lui, si gode il meritato riposo . . .

  • That’s it! :)

  • @Danilo
    A disposizione…..

  • @Mario può essere che, come affermi, qualcuno prediliga expedia et soci. Probabilmente è come dici. Considera che l’utente ‘normale’ (= la gente comune che fruisce dei servizi in rete) li usa perchè ‘si dice’ siano affidabili. E’ lontano da logiche 20 … 30% di revenue. Quelle sono considerazioni per addetti ai lavori. Non toccano l’utente medio che fruisce di un servizio, se lo ritiene valido. A lui non costa. Tanto gli basta. Posso sottolinearti una cruda realtà? L’utilizzo di determinati portali è un utilizzo obbligato nel 90% (% per difetto …) dei casi se vuoi fare un prenotazione online. L’alternativa (quella vera = professionale) sul sito dell’hotel NON c’è. Io stesso le mie ultime 2 recenti prenotazioni (in Italia) le ho fatte su Booking. Non potevo fare altrimenti. Certo non mi metto a telefonare, scrivere mail/form, attendere (se attiva …) una riposta … ecc. Ho di meglio da fare … Considera infine un’altro aspetto (che vale anche per il mondo a loro ‘parallelo’: le Agenzie di Viaggio): spesso anche se cerchi l’hotel con il nome preciso su google e questo è ANCHE nel nome dominio NON lo trovi ma neppure in 2, 3 pagina … quindi anche volendo prenotare direttamente non lo puoi fare. Stesso film nelle ADV. Posso dirtelo a ragion veduta in quanto partecipando a un secondo seminario sull’innovazione anche qui stessa situazione per ‘trovare’ in rete i riferimenti dell’agenzia … (www.eventidimarketing.com). No, non siamo ben messi. Per nulla. Quindi ben vengano le nuove iniziative per portare non dico innovazione (troppa grazia) bensì un minimo di nuova cultura. Poco per volta … sempre che non sia troppo tardi … ciao

  • @Davide
    Ciao Davide, non è mai troppo tardi per cercare di emulare le grandi ota. La cosa difficile in Italia è trovare risorse umane; senza soldati è difficile vincere le guerre. Fortunatamente il nostro team per il momento è adeguato e motivato nel perseguire questo business. La gente comune non può e non deve conoscere i retroscena del booking online. A loro interessa il prezzo, la scelta, la location, le recensioni, la sicurezza, la facile navigabilità dei siti.
    Cercare di essere rispondenti alle cose sopra menzionate e cercare di crescere con il business sono le uniche vie per arrivare a prendere quote di mercato interessanti. Per gli americani business before business. Noi abbiamo una marcia in più perché ci mettiamo il cuore che ci gratifica e alla lunga credo possa essere il nostro valore aggiunto. Questo è un lavoro in continuo divenire e quindi staremo a guardare cercando di essere protagonisti del nostro futuro….ad maiora!

  • @Mario sicuramente. I soldati sono fondamentali solo in presenza di un modello di business. Quello nel 90% dei casi manca. Sicuramente non è così per voi. Per non tediare gli altri ti devo segnalare alcuni progetti che potrebbero trovare un denominatore comune. Dove posso scriverti ? sul portale non vedo rif e alcune pagine non sono ancora attive. Ciao. D

  • @Davide
    Si il mybestplanet.com lo abbiamo trascurato ed in attesa di final release; ci siamo dedicati alla booking platform mybestapulia.com a cui manca poco ancora per essere terminata.
    Puoi scrivermi a mario[at]conca.it
    Saluti

-->