Se Google cambia anche il SEO deve cambiare!

Qualche tempo fa, durante un corso di formazione, mi è stato domandato quali cambiamenti ci fossero stati nella SEO e in particolare su quali fossero i cambiamenti per le attività di posizionamento sul motore di ricerca Google.

Devo essere sincero la risposta non è per niente facile perché da tanti anni Google ha effettuato parecchi cambiamenti che hanno portato ad alcuni stravolgimenti nelle SERP (= search engine results page, ossia la pagina dei risultati del motore di ricerca).

In tutti questi anni, i vari e numerosi aggiornamenti algoritmici di Google, lo hanno fatto perseverare sulla sua strada, ovvero offrire sempre il migliore risultato agli utenti che effettuano una ricerca sul motore. Una volontà questa che lo contraddistingue ed innalza qualitativamente rispetto agli altri motori di ricerca.

Pur essendo una vittoria dal lato dell’utente, al contrario stanno però aumentando le difficoltà di moltissimi webmaster e proprietari di siti web. Non è difficile incontrare il malumore di addetti ai lavori che hanno visto stravolgere organicamente i propri risultati. Siti web e blog che dalla prima pagina si ritrovano in quarta o quinta pagina, altri ancora che si vedono cambiare la posizione del sito dal giorno alla notte. Altri ancora che si ritrovano deindicizzati.

Ma cosa sta succedendo?

L’unico modo per capirlo è quello di effettuare dei test. Sondare il terreno. Analizzare le varie situazioni e il proprio storico. Cercare di capire come Google si comporta su un sito a differenza di un altro. I test sono le uniche cose che possono aiutare a trovare il filo della matassa. Ma è anche vero che non si può pretendere di sapere e conoscere nel concreto quali sono i cambiamenti di Google.

Dopo avere svolto numerose attività SEO e dopo aver letto tanti articoli nel corso degli anni, sono tuttavia giunto alla conclusione che il vero cambiamento della SEO consiste nel fatto che non lo si possa più considerare alla stregua di semplici “regolette”.

Certamente queste sono necessarie: mi riferisco in particolare all’ottimizzazione di un sito web. Ho scritto anche un libro sull’Hotel Marketing all’interno del quale un capitolo è interamente dedicato ai principali aspetti da tenere in considerazione per l’ottimizzazione di un sito web. Diventa per lo più obbligatorio dare ad un sito un’impronta Seo Friendly per favorire un buon posizionamento e validi risultati in termini di conversione e ROI.

Ma dopo l’ottimizzazione, non si può più pensare alla SEO secondo vecchissimi paradigmi: non esiste più il page rank, non esiste più fare solo scambio link, non esiste più inserire un sito in centinaia di directory, non esiste più solo la link building o i link a pagamento.

È necessario rendersi conto di come la Search Engine Optimization dipenda sempre più da uno scenario che vede i risultati di una ricerca inquinati dalla cronologia degli utenti; risultati di una ricerca che variano a seconda della geolocalizzazione del proprio indirizzo IP; risultati di ricerche che cambiano a seconda del tipo di utente stesso (ad esempio quando si effettua il login in Google). È come se in fin dei conti fosse l’utente a scegliere le SERP da visualizzare in base a quelli che sono i suoi interessi e abitudini.

Poi non bisogna nemmeno dimenticare che l’utente può addirittura usare le varie sezioni di Google per cercare più nel dettaglio: cercare luoghi nella sezione Google Maps, notizie in Google News, Libri, Google Immagini, Video, Voli, Finanza, Shopping ecc. Tutto a portata di mano e tutto in base ai nostri interessi. Il nostro “micro-cosmo Google”.

E in tutto questo mare di cambiamenti, cosa è dato sapere a chi si occupa della SEO?

Ritengo che sia il caso di cominciare a pensare alla SEO non come se fosse una tecnica o un’attività una tantum, bensì come un tassello necessario di una ben più strutturata Strategia di Marketing.

Ho sempre pensato che SEM (Search Engine Marketing), SMM (Social Media Marketing) e SEO non potessero vivere ognuno in modo distaccato dall’altro. Devono compensarsi e aiutarsi. Solo usando in modo strategico tutti questi elementi allora si potrà trovare la migliore chiave di lettura per il posizionamento sui motori di ricerca.

È vero quindi che oggi è molto difficile posizionarsi sul motore di ricerca. È vero che è molto complicato comprendere quali sono tutti i cambiati algoritmici messi in atto da Google (a onor del vero software appositi possono aiutarti a sapere quando ci sono stati degli update).

Ma in fondo tutta questa difficoltà di comprensione e approccio alla SEO trovo sia anche un bene. Perché è come se a meritare il miglior posizionamento fossero solo pochi prediletti, quelli che riescono a veicolare la maggior quantità e qualità di traffico, quelli che riescono a capire ciò che realmente desiderano trovare gli utenti, quelli che sanno offrire i propri “prodotti” secondo linee non solo della SEO ma anche del marketing in generale.

E allora quando mi viene chiesto “che cosa è cambiato nelle logiche del posizionamento?”, penso che la migliore risposta sia semplicemente: il cambiamento di visione.

Chi riuscirà ad usare strategicamente la SEO, integrandola a tutto quello che il Web Marketing può offrire, allora potrà trarne grandi benefici. Chi resterà legato a concetti ormai obsoleti probabilmente dovrà continuare a lamentare e piangere l’affossarsi del proprio sito dalle SERP di Google.

L’evoluzione del motore di ricerca c’è già stata, è ormai in atto da anni e non si fermerà mai… forse è ora di cominciare a cambiare la propria visuale su cosa è realmente la SEO.

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