Click-Through e Bounce Rate determinanti per il Ranking

Al Be Wizard 2011, Marcus Tandler di Mediadonis, ha tenuto un interessante speech sui fattori che determinano il ranking dei siti web su Google.

click-through-bounce-rate

Tralasciando alcuni argomenti già sentiti e trattati, voglio condividere con te alcune indicazioni interessanti che potresti non conoscere.

Per prima cosa devi sapere che il comportamento degli utenti/visitatori sul tuo sito è un fattore che determina il posizionamento. A tal proposito subentra il discorso del Bounce Rate che tradotto, se usi già Google Analytics, è la frequenza di rimbalzo.

Cos’è il Bounce Rate?

Bounce Rate è un termine utilizzato nell’analisi di traffico sui siti web. Un bounce (in inglese rimbalzo) avviene quando l’utente abbandona il sito dopo aver preso visione di una sola pagina web entro pochi secondi. [cit.Wikipedia]

Se il bounce rate è basso questo è molto positivo per il sito. Se invece è alto, è meglio lavorare sul sito per migliorarlo. Più l’utente resta su un sito più questo vuol dire che è interessato ai suoi contenuti.

Ma anche il comportamento in senso più generale dell’utente su un sito ne influenza il ranking. Ma come fa Google a capire il comportamento di un visitatore? Tandler riporta la dichiarazione del Direttore Tecnico di Google il quale afferma che non c’è miglior strumento della Toolbar per capire tali comportamenti. Tutto questo discorso sul comportamento degli utenti + Google Toolbar lo avevo affrontato anche io nel post Utenti, Toolbar e Posizionamento sui motori di ricerca.

Altro fattore determinante per il posizionamento è il CTR: Click Through Rate. S’intende quante volte il tuo sito viene cliccato dopo una ricerca su Google. Il CTR è lo stesso identico valore che viene usato anche in Google Adwords. Più la percentuale è alta meglio è. Se si ha un CTR del 10% ad esempio, vuol dire che ogni 100 ricerche/impressions almeno 10 utenti cliccano sul tuo sito nel caso del posizionamento organico o sull’annuncio testuale nel caso di Google Adwords.

Marcus Tandler ha riportato un chiaro esempio in cui un sito inizialmente cliccato poco e quindi con un CTR molto basso stazionava sotto la decima posizione. Nel momento in cui ha ottimizzato il Title del sito, questo è schizzato in prima pagina tra la quinta e sesta posizione.

Quasi difficile a credere, però se ci pensiamo Google è sempre attento ad offrire all’utente la migliore risposta. Se quindi con il tuo sito offri all’utente esattamente quello che sta cercando, è molto facile aumentare il proprio CTR e quindi Google potrebbe premiare il tuo ranking.

Come trovare un Title vincente per aumentare il CTR?

Usa Adwords. Fai dei test per vedere quali sono le migliori keywords e tipologie di annunci testuali che ottengono un migliore CTR, dopodichè potresti implementare le stesse parole chiave che utilizzi su adwords anche per ottimizzare il sito.

L’equazione determinante per il ranking sembra quindi essere:

Ranking = comportamento dell’utente + CTR + bounce rate

Io personalmente sono molto d’accordo con tutto quello sostenuto da Marcus relativamente a questi tre aspetti. Non ho ancora avuto modo di verificare in prima persona se il miglioramento del CTR possa effettivamente consentire un salto repentino nella serp di Google; cercherò di farne un test appena possibile. Fatto sta che se il motore di ricerca pensa sempre più al “bene” degli utenti, allora tutti questi discorsi non fanno una piega. Ecco perchè forse è sempre meglio pensare sempre prima a ciò che vogliono e cercano i tuoi potenziali clienti. :-)

Tu cosa ne pensi? Hai avuto modo di constatare per il tuo sito qualcuna di queste considerazioni fate da Marcus Tandler?

Danilo Pontone

Click-Through e Bounce Rate determinanti per il Ranking ultima modifica: 2011-03-14T09:07:31+00:00 da Danilo Pontone
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  • Ma come fa Google a capire il comportamento di un visitatore? Tandler riporta la dichiarazione del Direttore Tecnico di Google il quale afferma che non c’è miglior strumento della Toolbar per capire tali comportamenti.

    Ciao. Suppongo il “direttore tecnico” di Google citato da Tandler sia Craig Silverstein?
    Tandler ha fornito un link o altro riferimento verificabile alla fonte della dichiarazione di cui sopra?

    • Ciao Giacomo!! Proprio Silverstein :)
      Tandler nelle sue slide ha riportato la citazione e nome di Craig. Però li per li non ho badato alla presenza di link. Vorrei capire pure io se le slide di Tandler sono recuperabili, perchè oltre a questa tua richiesta io ho bisogno di caprie un’altra cosa.

      Magari gli mando una mail :)

      • Grazie, Danilo. Le slide di Tandler le ho cercate anch’io su SlideShare, ma ho trovato solo quelle di Fishkin.

        • Si Giacomo quelle di Fishkin le avevo pure io. Lui è stato molto rapido a metterle online il giorno stesso. Tandler no :(

  • Ma come fa Google a capire il comportamento di un visitatore? Tandler riporta la dichiarazione del Direttore Tecnico di Google il quale afferma che non c’è miglior strumento della Toolbar per capire tali comportamenti.

    Ciao. Suppongo il “direttore tecnico” di Google citato da Tandler sia Craig Silverstein?
    Tandler ha fornito un link o altro riferimento verificabile alla fonte della dichiarazione di cui sopra?

    • Ciao Giacomo!! Proprio Silverstein :)
      Tandler nelle sue slide ha riportato la citazione e nome di Craig. Però li per li non ho badato alla presenza di link. Vorrei capire pure io se le slide di Tandler sono recuperabili, perchè oltre a questa tua richiesta io ho bisogno di caprie un’altra cosa.

      Magari gli mando una mail :)

      • Grazie, Danilo. Le slide di Tandler le ho cercate anch’io su SlideShare, ma ho trovato solo quelle di Fishkin.

        • Si Giacomo quelle di Fishkin le avevo pure io. Lui è stato molto rapido a metterle online il giorno stesso. Tandler no :(

  • Renato

    Quando fai una campagna PPC sali nelle SERP, quando cessi la campagna perdi qualcosa ma comunque il posizionamento sarà migliorato.
    Questa la mia esperienza ma avvolorata anche da altri bloggers

    • Renato non sono d’accordo su questo perchè le due cose sono troppo svincolate tra loro, ed è una cosa che più volte è stata smentita dagli operatori Adwords e SEO..

    • Concordo con Danilo, Adwords e la Serp naturale non sono connesse ;)

  • Spero arrivino le fonti da cui ha preso queste informazioni.

    Sinceramente sono un po scettico sulla cosa del CTR, una cosa così può funziona per adwords ma su una serp normale avrebbe un po di problemi.

    Perchè? perchè i siti più cliccati saranno sempre quelli nelle prime posizioni, e più passerà il tempo più il loro ranking salirà e sarà sempre più difficile passarli.

    Sbaglio a pensarla così?

    • Ciao Gabriele,
      anche io non ne sono convintissimo, però c’è una cosa che mi fa pensare che possa essere realmente così. Quando tu ad esempio utilizzi un title negli annunci di Adwords mettendo keywords che spingono l’utente a cliccare, per quale motivo non potrebbe essere lo stesso per il title di un sito? In fondo Google potrebbe pensare che con il title del tuo sito stai offrendo la miglior risposta a quello che cerca l’utente, motivo per cui questo è indotto a cliccare sempre sul tuo sito. Se quindi hai un buon numero di click e quindi buon CTR + un ovvio aumento di traffico, perchè il motore di ricerca non dovrebbe premiarti per questo? Forse è una cosa che si realizza più a livello teorico che non pratico…

      Ad ogni modo attendo anche io conferma su quanto detto…vediamo se arrivano le slide…

      • Guarda personalmente sugli annunci Adwords penso che funzioni perchè si vedono 3 risultati e da sempre è funzionato così, cioè che il CTR incide.

        Se però adesso uno applica questa cosa alla SERP normale ci sarà uno stazionamento generale dei risultati in seguito alla crescita logica del CTR per i siti nelle prime posizioni, e con conseguente impossibilità per un contenuto anche valido ma che si trova in fondo alla prima pagina o in altre pagine, di scalare la SERP.

        Questo è ciò che penso io ;) e sinceramente spero di sbagliarmi :)

    • @gabriele in effetti nelle primissime posizioni il comportamento che si nota è proprio questo “stazionamento”.

      Diciamo che se questo comportamento non è già attivo è probabile che lo diventi presto

      Suggerisco http://www.theseonewsblog.com/3488/seo-ctr-move-serps/

      e anche questo
      http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/nuovi-fattori-di-successo/

      Marcus ha mostrato anche dei grafici che proverebbero questa attenzione al ctr, appena recupero le slide magari provo a capire la fonte del grafico e a testare

      • Ciao Fabio!
        Grazie per le fonti citate. Adesso provo a scrivere a Marcus e vediamo se pubblica le slide. Credo che sia importante dimostrare certe dichiarazioni, anche perchè sembra che le sto dicendo io ahahah :D

        Se ci saranno sviluppi e aggiornamenti pubblicherò tutto :)

  • Spero arrivino le fonti da cui ha preso queste informazioni.

    Sinceramente sono un po scettico sulla cosa del CTR, una cosa così può funziona per adwords ma su una serp normale avrebbe un po di problemi.

    Perchè? perchè i siti più cliccati saranno sempre quelli nelle prime posizioni, e più passerà il tempo più il loro ranking salirà e sarà sempre più difficile passarli.

    Sbaglio a pensarla così?

    • Ciao Gabriele,
      anche io non ne sono convintissimo, però c’è una cosa che mi fa pensare che possa essere realmente così. Quando tu ad esempio utilizzi un title negli annunci di Adwords mettendo keywords che spingono l’utente a cliccare, per quale motivo non potrebbe essere lo stesso per il title di un sito? In fondo Google potrebbe pensare che con il title del tuo sito stai offrendo la miglior risposta a quello che cerca l’utente, motivo per cui questo è indotto a cliccare sempre sul tuo sito. Se quindi hai un buon numero di click e quindi buon CTR + un ovvio aumento di traffico, perchè il motore di ricerca non dovrebbe premiarti per questo? Forse è una cosa che si realizza più a livello teorico che non pratico…

      Ad ogni modo attendo anche io conferma su quanto detto…vediamo se arrivano le slide…

      • Guarda personalmente sugli annunci Adwords penso che funzioni perchè si vedono 3 risultati e da sempre è funzionato così, cioè che il CTR incide.

        Se però adesso uno applica questa cosa alla SERP normale ci sarà uno stazionamento generale dei risultati in seguito alla crescita logica del CTR per i siti nelle prime posizioni, e con conseguente impossibilità per un contenuto anche valido ma che si trova in fondo alla prima pagina o in altre pagine, di scalare la SERP.

        Questo è ciò che penso io ;) e sinceramente spero di sbagliarmi :)

    • @gabriele in effetti nelle primissime posizioni il comportamento che si nota è proprio questo “stazionamento”.

      Diciamo che se questo comportamento non è già attivo è probabile che lo diventi presto

      Suggerisco http://www.theseonewsblog.com/3488/seo-ctr-move-serps/

      e anche questo
      http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/nuovi-fattori-di-successo/

      Marcus ha mostrato anche dei grafici che proverebbero questa attenzione al ctr, appena recupero le slide magari provo a capire la fonte del grafico e a testare

      • Ciao Fabio!
        Grazie per le fonti citate. Adesso provo a scrivere a Marcus e vediamo se pubblica le slide. Credo che sia importante dimostrare certe dichiarazioni, anche perchè sembra che le sto dicendo io ahahah :D

        Se ci saranno sviluppi e aggiornamenti pubblicherò tutto :)

  • Renato non sono d’accordo su questo perchè le due cose sono troppo svincolate tra loro, ed è una cosa che più volte è stata smentita dagli operatori Adwords e SEO..

  • Concordo con Danilo, Adwords e la Serp naturale non sono connesse ;(

  • Sul CTR ok, ma sul bounce rate non sono convinto.
    Per misurarlo con correttezza Google dovrebbe usare i dati di Analytics, cosa non consentita dall’antitrust e più volte ripetuta anche da Google.

    • Ciao Michele,
      e secondo te una sbirciatina Google non gliela da? :-) Faccio fatica a crederlo…

    • Il bounce back (sulla SERP) si potrebbe misurare per mezzo della Google Toolbar, o dall’analisi dei dati di traffico che Google raccoglie da altre fonti. Riguardo ai dati raccolti dalla Toolbar, tuttavia, gli unici usi a fini di ranking di tali dati che sono stati ufficialmente confermati finora sono (citando Danny Sullivan):

      * Measuring site speed, which influences rankings
      * Detecting malware sites, which may cause some sites to get warnings in search results

      È stato invece ufficialmente smentito che gli URL raccolti dalla toolbar vengano dati in pasto al crawler e usati a fini di indicizzazione.

      Personalmente sono molto interessato a sapere se esiste o meno una dichiarazione da fonte affidabile (quale ritengo Craig Silverstein) sull’uso a fini di ranking dei dati di navigazione raccolti dalla Google Toolbar che dica qualcosa in più, o qualcosa di diverso, rispetto a quanto finora divulgato dai canali ufficiali, confermando quanto molti sospettano o presumono da tempo sulla base di evidenze o considerazioni di varia natura (test empirici, ermeneutica dei brevetti, o semplice esercizio del buonsenso).

      Più in generale, ritengo che il problema dell’uso dei cosiddetti clickstream data che Google acquisisce direttamente (es., tramite l’uso dei propri servizi, o dove agisce come bandwidth provider) o indirettamente (es., da partner e ISP) sia un quesito abbastanza centrale e tuttora aperto.

  • Sul CTR ok, ma sul bounce rate non sono convinto.
    Per misurarlo con correttezza Google dovrebbe usare i dati di Analytics, cosa non consentita dall’antitrust e più volte ripetuta anche da Google.

    • Ciao Michele,
      e secondo te una sbirciatina Google non gliela da? :-) Faccio fatica a crederlo…

    • Il bounce back (sulla SERP) si potrebbe misurare per mezzo della Google Toolbar, o dall’analisi dei dati di traffico che Google raccoglie da altre fonti. Riguardo ai dati raccolti dalla Toolbar, tuttavia, gli unici usi a fini di ranking di tali dati che sono stati ufficialmente confermati finora sono (citando Danny Sullivan):

      * Measuring site speed, which influences rankings
      * Detecting malware sites, which may cause some sites to get warnings in search results

      È stato invece ufficialmente smentito che gli URL raccolti dalla toolbar vengano dati in pasto al crawler e usati a fini di indicizzazione.

      Personalmente sono molto interessato a sapere se esiste o meno una dichiarazione da fonte affidabile (quale ritengo Craig Silverstein) sull’uso a fini di ranking dei dati di navigazione raccolti dalla Google Toolbar che dica qualcosa in più, o qualcosa di diverso, rispetto a quanto finora divulgato dai canali ufficiali, confermando quanto molti sospettano o presumono da tempo sulla base di evidenze o considerazioni di varia natura (test empirici, ermeneutica dei brevetti, o semplice esercizio del buonsenso).

      Più in generale, ritengo che il problema dell’uso dei cosiddetti clickstream data che Google acquisisce direttamente (es., tramite l’uso dei propri servizi, o dove agisce come bandwidth provider) o indirettamente (es., da partner e ISP) sia un quesito abbastanza centrale e tuttora aperto.