Tra Social e Mobile: ecco come si comportano i Ristoranti

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social-mobile-ristorantiOggi, diversamente dal solito, non pubblico questo post per parlare di strutture alberghiere ma di Ristoranti.

Che poi, a ben vedere, sono tante le strutture ricettive che presentano e gestiscono al loro interno dei ristoranti.

Ciò di cui voglio parlare è che con l’avvento del digital marketing, anche il settore ristorazione ha avuto una positiva impennata, almeno per quanto concerne le possibilità di promozione. Sono tante infatti le tecniche adottabili dai ristoranti per aumentare il proprio “giro d’affari”.

A confermare questo la ricerca della Hospitality Technology che in un sondaggio dimostra come i ristoranti di tutto il mondo abbiano incrementato nell’ultimo anno l’esercizio di tecniche per la fidelizzazione clientela e promozione del brand.

SOCIAL E LOYALTY MARKETING

La scelta più comune per 9 ristoranti su 10 quest’anno è stata l’utilizzo dei social media, che hanno visto un incremento passando all’89% rispetto al 77% del 2012.

ristoranti-social-mediaIl 94% dei ristoranti si è lanciato su Facebook;

il 77% su Twitter;

il 53% su Yelp;

il 50% ha cavalcato YouTube;

deludente invece Foursquare con il 42%.

Quest’ultimo, che potrebbe essere ben più predisposto e sfruttato per tecniche di promozione e fidelizzazione (grazie ai check-in tramite mobile), non sembra trovare il favore dei ristoratori e spesso non viene impiegato per originali tecniche di promozione.

Pinterest balza dal 17% di utilizzo del 2012 al 28% nel 2013.

Altre strategie di visibilità mantengono percentuali di utilizzo standard, fatta eccezione per il Location-based marketing che sale al 27% rispetto al 16% del 2012.

FONDAMENTALE IL MOBILE

Il mobile è importante per i ristoranti in quanto consente alle persone di evitare le perdite di tempo e ricevere subito le informazioni di cui hanno bisogno.

siti-mobile-ristoranteA tutti sarà infatti capitato di ritrovarsi per strada con il proprio smartphone in mano alla ricerca del ristorante migliore in cui consumare il pranzo o la cena. I ristoranti che presentano una versione mobile del sito agevolano i potenziali clienti nel compiere le loro scelte.

Più della metà degli intervistati in questa ricerca ha un sito mobile e più del 30% ha persino un’app mobile.

L’immagine riporta quelle che sono le principali funzionalità adotattate dai siti e le app mobile. In cima alla lista, il menù è la caratteristica più presente, seguita da un 65% che ha implementato una funzione GPS location based per la ricerca del ristorante.

Le altre funzioni ti invito a scoprirle nell’elenco dell’immagine qui sopra.

E tu per il tuo ristorante per quali strategie hai optato?

foto credits: twicepix

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  • Concordo “abbastanza” con quanto hai esposto nel tuo ottimo post. Ho solo delle riserve, come sempre avviene leggendo le statistiche, sulla “qualità” dei dati che vengono forniti… Molti considerano che il fatto di avere un account su qualche rete sociale già sia il compimento delle “esigenze sociali” che la rete richiede… Ma mi piacerebbe sapere quanti gestiscono con questi account delle vere e proprie strategie di marketing e quanti hanno chiaro che cosa vogliono raggiungere con l’utilizzo dei questi strumenti… Perché, almeno dalla mia esperienza degli ultimi tempi ed al fatto di orientare il mio lavoro proprio sul settore “ristorazione”, mi sono scontrato con situazioni davvero al limite del ridicolo (per non dire della tragedia…), dove, per esempio, l’account di facebook è quello personale, dove non hanno la minima idea di statistiche di visita, dove si confonde sulla stessa bacheca la vita personale con quella lavorativa, dove opinioni politiche o di eventi sportivi si mischiano a giudizi su piatti o degustazioni di vino. E, come se non bastasse, le sorti della propria “fortuna” vengono demandate al solito TripAdvisor, del quale ormai vedo in qualsiasi vetrina il marchio di qualità 2013.
    Quando parlo di Yelp, di Foursquare o di altre reti “specifiche” del settore (le “solite” Foodspotting e Instafood, tanto per citarne alcune tra le più conosciute su smartphone), sembra di entrare nel triangolo delle Bermude, “con il cielo che diventa lattiginoso e si perde il senso dell’orientamento …”
    Purtroppo è questa parte della realtà che ho trovato sia in Italia che in Spagna… E’ bello essere sulle reti sociali, ma…. “…per carità, che non si perda tempo su esse, che bisogna lavorare…”.
    Evito i commenti in spagnolo che ho sentito al riguardo anche perché abbastanza coloriti e censurabili… ;-)

    • Ciao Pier, in effetti pure io resto sempre un po’ “così” davanti ai dati statistici, perché come dici tu non so mai se sono basati su dinamiche fondate nell’utilizzo di questi mezzi. Mettersi sui social o qualsiasi altro strumento, solamente per dire “ci sono anche io” oppure “ci sono vediamo se pesco qualcosa”, non ha proprio senso. Queste ricerche e dati statistici li trovo utili per diffondere il verbo, ossia per far comprendere che sono potenziali mezzi per la crescita dei brand. Poi è naturale che alla base debba esserci (sempre) la consapevolezza del mezzo.
      Ciao e grazie del tuo commento!!! :)

      • So bene quale sia il tuo scopo e bisogna darti il merito di questa “evangelizzazione”, cosa che non tutti fanno… ;-) La persona “consapevole” è, secondo me, il migliore ed anche il peggiore dei clienti… Peggiore perché a volte è quello che vuole dare la sua “nota personale” alla strategia, cambiandone poi i presupposti, e senza poi avvertirti… Migliore invece quando, consapevole del risultato che vuole ottenere, fa esattamente quello che consigli…
        Grazie a te per i tuoi post che non sono mai “autoincensanti” ma che servono davvero agli altri…
        E se ti capita di prenderti un RyanAir da Bergamo, che non è troppo distante da casa tua, e decidi di scegliere Lanzarote per qualche giorno di svago… dimmi qualche cosa…così facciamo la famosa cena che abbiamo ancora in sospeso…

        • Pier, senz’altro questa cena si deve fare, prima o poi ;D

    • semantica

      Ogni giorno queste situazioni…