Qual è il migliore investimento online per una Struttura Alberghiera?

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Una delle principali attività nelle quali mi concentro con i miei clienti è la Web Analytics.

E’ il modo migliore, se non l’unico strumento a disposizione, per comprendere gli effettivi ritorni che sto avendo da eventuali investimenti affrontati da una struttura alberghiera.

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Google Analytics è dunque uno di quegli strumenti che mi permette di fare tutte le analisi del caso. E sebbene sia un piacere poter comunicare gli effettivi ritorni che stanno producendo le attività promozionali, tale comunicazione alle volte  non è sempre possibile.

Voglio spiegarti perché…

Se tu fossi intenzionato ad esempio ad investire il tuo budget in una campagna Pay Per Click su Google Adwords, una delle prime azioni che andrei a svolgere, oltre alla costruzione della campagna, sarebbe quella del monitoraggio attraverso Analytics.

Probabilmente poi ti aspetteresti di ricevere dati rassicuranti sul fatto che il tuo investimento nella campagna pay per click ha generato un “revenue” preciso di prenotazioni dirette.

Però tali dati sono leggibili e dimostrabili alcune volte, ma altre no.

Perché non è sempre dimostrabile? Te lo chiarisco con due esempi.

ESEMPIO 1: PRENOTAZIONE DIRETTA TRACCIABILE

Il tuo potenziale cliente effettua una ricerca su Google. Trova nei primi risultati a pagamento la tua inserzione pubblicitaria. Clicca su di essa. Entra nel tuo sito. Decidete di prenotare online tramite il tuo software di booking installato nel sito, oppure ti invia una richiesta di prenotazione tramite un form contatti.

In tal caso il processo è lineare. Dall’inserzione di Adwords il cliente giunge nel sito e prenota. Adwords ma anche Analytics ci permette di monitorare la prenotazione diretta o la richiesta di informazioni.

ESEMPIO 2: PRENOTAZIONE NON TRACCIABILE (ma INDIRETTA)

Il tuo potenziale cliente effettua una ricerca su Google. Trova nei primi risultati a pagamento la tua inserzione pubblicitaria. Clicca su di essa. Entra nel tuo sito. Dedice però di abbandonare il sito e visitare anche altri tuoi competitors. Dopo attente valutazioni capisce che la tua struttura è l’ideale per lui. A questo punto si ricorda l’indirizzo del tuo sito e lo digita direttamente nel browser. Entra nel sito e prenota.

Google e quindi l’eventuale inserzione pubblicitaria viene bypassata, rispetto all’esempio precedente.

Tuttavia se quel cliente ha prenotato è proprio grazie al tuo investimento pubblicitario su Adwords, che gli ha permesso di conoscere il tuo brand fin da una prima ricerca.

In tal caso allora non c’è una prenotazione diretta dal pay per click, ma possiamo dire che indirettamente l’attività di promozione web ha generato un beneficio per il sito.

LA SINERGIA DELLE FONTI DI TRAFFICO E DEI CANALI DI CONVERSIONE

Questo è solo un esempio con cui voglio farti comprendere che spesso la sinergia di attività promozionali sul web, come può essere il PPC, il social media marketing, l’email marketing o il posizionamento su Google, seppur non sempre tracciabili con specificità, possono comunque “assistersi” tra di loro.

Però in Google Analytics, la sezione del rapporto Conversioni > Canalizzazioni Multicanale > Principali percorsi di conversione, ci offre un quadro completo di quelle che sono le principali fonti di conversione per il proprio sito.

Tale schermata ti conferma proprio come la sinergia tra molteplici attività promozionali, possano fare la differenza nel processo di connessione del potenziale cliente con il sito della tua struttura alberghiera.

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CONCLUSIONE

Per rispondere quindi alla domanda titolo di questo post: l’investimento su un canale online può fruttare certamente meglio se supportato da altre fonti di traffico e d’investimento. La soluzione migliore è cercare di impegnarsi in una strategia promozionale ad ampio raggio e sinergica.

Danilo Pontone

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  • Condivido in pieno la tua analisi. Sto notando da tempo una forte idiosincrasia da parte delle aziende (di qualsiasi genere, non solo del settore turistico) sia per il controllo analitico dei dati e sia per le strategie a 360°, che spesso vengono considerate troppo onerose sia in termini economici che di risorse impiegate.
    Molti, ma per fortuna non tutti, non considerano questa fase di marketing come primaria per la propria impresa (qui stiamo parlando di marketing “online” ma lo stesso problema lo si rileva anche per la parte “offline”), limitando in periodo di crisi proprio questi costi (definizione di obiettivi, audits relativi, definizione delle strategie e misurazione costante dei risultati). Purtroppo vedo grosse strutture “vendersi” alle strategie “all inclusive” modello “Groupon”, oppure demandando qualsiasi iniziativa e strategia ad OTA (il problema di sempre…), salvo poi inneggiare, ma solo a parole, alla disintermediazione…

    • Ciao Pier.

      Si purtroppo quella del “delegare” il rendimento di una struttura alle OTA o a modelli di vendita come Groupon, è una situazione che sussiste sempre e che va pure oltre ai momenti di crisi. Proprio a fronte di questo si dovrebbe ragionare sulle strategie di promozione a 360°, non in momenti in cui il tasso occupazionale è basso, ma farlo in ottica di medio lungo periodo proprio per non trovarsi vuoti nei periodi di “bassa” richiesta e soprattutto per restare competitivi e disintermediare (sempre) dalle Ota.

      Grazie del tuo commento, un saluto!

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