Il Content Marketing può aiutare le strutture alberghiere?

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Content-MarketingPer la stesura di questo articolo prendo spunto da quanto pubblicato settimana scorsa su eMarketer che si domandava quali tecniche di content marketing riescono ad offrire il miglior ROI.

Un contenuto di qualità può fare la differenza per il tuo Brand perchè ti permette di distinguerti dalla massa ma soprattutto perchè consente ai tuoi visitatori di trovare informazioni realmente utili e non inserite nel tuo sito “tanto per riempire un vuoto”.

Il vero motivo per cui spesso si trovano comunicazioni piatte e praticamente similari su tanti siti web di strutture alberghiere, non credo dipenda solo dal fatto che non ci sia tanto da dire, quanto piuttosto perchè creare un contenuto originale e di qualità richiede investimento non solo di tempo ma anche di denaro.

Il content marketing sembra essere uno dei campi in cui si faranno più investimenti in questo 2013…

La CopyPress, specializzata nel content marketing, ha ottenuto degli interessanti risultati da una ricerca condotta lo scorso Gennaio 2013.

Il miglior ROI per quanto riguarda i contenuti di qualità sembra essere generato in prima battuta dagli articoli online, e qui credo che possiamo far rientrare quanto già dicevo in merito al blog in un post precedente.

Ma anche l’essere “ospitati” da altri blogger ha una sua valenza. Ad esempio gli eventi territoriali o concorsi promossi da una struttura alberghiera, che prevedono la partecipazione di affermati blogger, possono senz’altro mettere in buona luce un brand.

autorship-content-marketingUna buona domanda posta agli intervistati è stata la seguente: per un brand che punta al content marketing attraverso la pubblicazione di articoli sul web, quanto conta l’autorevolezza dell’autore?

Come mostra l’immagine qui a sinistra, è decisamente meglio se a scrivere un articolo sul tuo brand non è un “blogger” o uno scrittore improvvisato, bensì un autore di una certa rilevanza che sia in grado di condizionare e persuadere i lettori.

E dopo gli articoli online dove si può investire ancora:

content-marketingI video si classificano al secondo posto con il 51,9% anche se buona parte dei web marketers intervistati (il 49,8%) hanno dichiarato di trovarli particolarmente difficili da creare.

La difficoltà viene poi equiparata con il costo. L’uno è la conseguenza dell’altra. Solo i video di qualità e professionali possono sortire un effetto di ROI interessante, e per avere video da manuale bisogna rivolgersi ad aziende specializzate.

Le foto si classificano con un 37,8% e qui entrano in gioco senz’altro i social network la cui comunicazione a mezzo d’immagini è molto agevolata e può aiutare molto le strutture alberghiere nella promozione dei servizi di ospitalità, del territorio e di tutto il brand in generale.

Quanto è cambiata la prospettiva d’interesse degli investimenti nel content marketing rispetto al 2012?

investimenti-content-marketingLa crescita come si può vedere è sostanziale. (voglio far notare il miglioramento pure del mobile sempre in continua crescita.)

Per rispondere quindi alla domanda titolo di questo post, direi che gli aspetti di contenuto sul sito web di una struttura ricettiva possono essere determinanti per la propria strategia di visbilità online.

Un buon contenuto in fondo non fa altro che unire in sè molteplici aspetti:

  • differenzia il tuo brand;
  • persuade i tuoi potenziali clienti;
  • è uno strumento di visibilità e posizionamento sui motori di ricerca (leggi qui la tecnica del link baiting).

E tu cosa pensi del content marketing: può fare la differenza per la tua strategia di web marketing turistico?

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  • Credo sia fondamentale. E mi fa piacere che l’investimento su persone (content curator) possa aumentare. Scrivere contenuti (mi riferisco agli articoli e i blog per l’hotel o per destinazioni turistiche) è una mansione di altissimo profilo: bisogna scrivere per le persone, non per Google, ma capire le dinamiche della Seo: includere piacevolmente parole chiave è importante, anzi fondamentale. Bisogna poi conoscere la materia, e avere un bello stile. Inoltre nel dna di chi scrive devono essere molto bene impresse le dinamiche dei social network e la “netiquette”. Insomma, è una bellissima professione per chi ama scrivere, con svariate sfaccettature di competenze. Avere in hotel una figura del genere è una grande risorsa, ma spero che i tempi siano maturi perché gli albergatori possano avvalersi di una collaborazione esterna, che dia lavoro a persone volenterose che possiedono questa splendida e preziosa attitudine.

    • Grazie per il tuo commento Lara. Le tue sono belle e giuste parole. Hai ben compreso il senso dell’articolo ed è evidente che sei del mestiere :)

  • Molto interessante come post ed anche i dati sono piuttosto esaustivi. Penso che a certi livelli serva una figura che da noi non è tanto comune ma che negli USA è abbastanza consueta, ossia quella del Content Creator, ossia un incrocio tra un esperto di marketing, un sociologo ed uno sciamano/stregone, dotato di “empatia di massa” (a livello teorico, non dovendo interagire direttamente con la gente) e di “sesto senso” … Onestamente penso di aver conosciuto solo una persona, una ragazza spagnola, che fa questa professione…
    Ma comunque l’inchiesta che proponi va molto oltre, ossia anche sul mezzo utilizzato e non solo sul contenuto, evidenziando quindi anche la necessità di una strategia di “veicolazione” o, più comunemente, di “comunicazione” del contenuto elaborato.
    Ho le mie “remore” su quello che riguarda il “testimonial” (remore personali… non sull’inchiesta…) in quanto a parer mio, l’autorevolezza è sempre molto relativa ed opinabile ed impostare la “trasmissione” di un contenuto ad un “testimonial” (che svolge la funzione di “emettitore”) diventa un’arma a doppio taglio anche per il fatto di poter provocare simpatia od antipatia a seconda delle persone che ricevono il messaggio (i famosi “ricettori”).
    Vedo molto valido il video e posso affermare che il timore di dover affidarsi ad imprese specializzate per avere video a livello professionale può essere superato dato che, con i mezzi attualmente disponibili, e con pochi investimenti, è possibile realizzare video altamente professionali anche con mezzi giudicati di terzo o quarto livello… Il segreto, a mio parere, è, pure qui, avere un contenuto, una storia e sapere fin dall’inizio che cosa si vuole comunicare. Insomma, dato il contenuto, creare una storyboard il più possibile professionale alla quale attenersi. Per i mezzi… una reflex che possa registrare video e con la presa esterna del microfono o (oppure assieme a…) una piccola videocamera tascabile in 16/9 (tipo le Kodak Play Touch…da 90 euro…), uno schermo riflettente e due stativi… Ed in mancanza di questo anche un iphone 4 (o Samsung… per carità…).
    Con questi mezzi ho visto fare video favolosi che non hanno nulla da invidiare a quelli delle case di produzione… Dipende sempre se chi fa il video conosce le tecniche e l’uso delle luci, se ha la malizia di registrare contemporaneamente da due fonti posizionate in modo differente e che siano dello stesso formato e che, in caso di interviste, utilizzi eventualmente microfoni senza fili o, se la distanza lo consente, microfoni a filo collegati direttamente alla videocamera, in modo da eliminare i rumori di sottofondo..E se il budget lo consente, un piccolo registratore digitale per avere una copia di sicurezza dell’audio… Insomma, un amatore può fornire un risultato più che valido anche ad un hotel di un certo prestigio… Sempre che sappia quel che fa…
    Concludendo…. sì, di certo il Content Marketing fa la differenza, sempre che sia utilizzato in modo corretto ed insieme ad altre strategie…

    • Ciao Pier!

      Onestamente anche io rientrerei tra le persone racchiuse nella percentuale del “No non è importante che sia un autore autorevole”. Certamente è sicuro che la notorietà di un personaggio può dare un buon contributo, tuttavia basta navigare un pò la rete per scoprire che sul web ci sono tantissimi bravi blogger che nella loro piccola nicchia sono bravissimi e forse in grado di dare un valore aggiunto tanto quanto un Big. Insomma non vedo perchè non si debba dare spazio ed opportunità a tutti a prescindere dalla propria notorietà.

      Infine quando dici: “il Content Marketing fa la differenza, sempre che sia utilizzato in modo corretto ed insieme ad altre strategie…” bè lo sai…con me sfondi una porta aperta :D

  • Una cosa che noto è che prima (e più) che farci domande sulla necessità di un buon content management, dovremmo fare un passo indietro e risolvere problemi macroscopici. Vedo siti web di strutture ricettive realizzati in 6 lingue senza, non dico senza il software di prenotazione online (sarebbe chiedere troppo evidentemente), ma proprio senza il form di richiesta informazioni. Forse c’è un telefono, però tranquilli e nascosto bene. Insomma, siamo mediamente un po’ provinciali rispetto all’utilizzo del web. Sarà perché le agenzie costano troppo? Beh, c’è sempre wix ;)

    • Eh Francesco…hai perfettamente ragione. A monte di problemi ce ne sono tanti. Prendiamo questi post come suggerimenti per un futuro migliore o per coloro che sono strutturati bene con il proprio sito :)