I Social Media non sono gratuiti. Hanno un costo aziendale.

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Il terzo intervento del Be-Wizard ha visto sul palco Guy Clapperton un giornalista inglese specializzato in Social Media e Business. Ha riportato delle interessanti case history che ti racconterò in questo post oltre ad utili considerazioni.

Clapperton ha iniziato subito spiegando che cosa sono i Social Media. Una cosa che ormai penso si sia capito: prima di tutto sono necessari per l’interazione e fidelizzazione cliente/azienda. Sono strumenti che richiedono un notevole impegno da chi decide di perseguirli (più avanti nel post potrai leggere una cosa che dice Guy e che mi è piaciuta molto). Sono utili perchè si fondano soprattutto sul passaparola automatico.

COSA FARE CON I SOCIAL MEDIA

1. Reactive & Active: essere pronti a rispondere ai clienti che lasciano proprie impressioni ma allo stesso tempo essere attivi e partecipi sui social, essere propositivi.

2. Innovation: trovare sempre nuove strade e idee per promuoversi online attraverso i social.

3. Recruitment: sono utili anche per fare reclutamento. Si può parlare di e-Recluitment. Basti pensare ad esempio a Linkedin. Anche lo stesso Facebook è un valido mezzo per “sbirciare” e scoprire informazioni (chi non è mai andato a curiosare i profili di potenziali collaboratori?).

CARPHONE WAREHOUSE (Case History)

Clapperton ha riportato delle belle Case History di Brand che hanno tratto vantaggi dalla propria strategia social.

Visitando la pagina Facebook di Carphone Warehouse, compagnia di telefonia mobile, si nota chiaramente come sia una pagina molto ricca, dove gli utenti sono parte attiva del Brand. Molti i commenti ed anche le risposte dell’azienda. Il valore aggiunto per l’azienda è stata l’acquisizione di una persona esclusivamente dedicata a curarsi della parte social marketing a seguito di una cattiva reputazione accumulata in passato. La stessa attenzione per FB è stata riportata anche su Twitter dove l’azienda si è impegnata a rispondere singolarmente a tutti coloro che muovevano delle critiche o che ponevano delle domande.

Se devo fare un’osservazione visitando il sito istituzionale della Carphone Warehouse, tutta questa attenzione ai social onestamente non traspare. Non c’è nemmeno un plugin social. Resta comunque fuori di dubbio il successo della loro attività social.

Oltre a questo Brand, che ho trovato il caso più interessante, sono stati riportati anche gli esempi del Whisky Penderyn e del Bluebeards Revenge che entrambi hanno cavalcato la strategia social media marketing per aumentare la loro riconoscibilità e per avere una maggiore interazione con i clienti.

I SOCIAL MEDIA HANNO UN COSTO!

Vengo all’affermazione fatta da Clapperton, di cui ti accennavo all’inizio del post, e che mi è piaciuta molto: i Social Media non sono Gratuiti. Hanno un costo!

Effettivamente quando si parla di Facebook, Twitter, Foursquare, Linkedin etc. ci si limita sempre a pensare che siano servizi gratuiti. E’ vero. Ma bisogna cominciare a convincersi che non sono strumenti da prendere così alla leggera dal punto di vista dell’investimento. Basti pensare ad esempio al costo del tempo delle persone che devono gestire i canali o al costo dei computer con postazioni apposite per operatori dedicati alla gestione. Filosoficamente parlando inoltre, si può tirare in ballo anche un “costo” della vita, nel senso che alle volte diventa quasi difficile riuscire a disconnettere il cervello dalla vita online per ritornare all’offline.

Il consiglio da prendere al volo è che non si devono usare i Social Media solo perchè lo fanno tutti. Utilizzarli deve essere una scelta consapevole da far rientrare nella propria strategia di marketing e devono quindi essere considerati alla stregua di tutti gli altri costi aziendali.

STRUMENTI DI ANALISI

Bisogna analizzare l’andamento della propria presenza sui social. Ecco alcuni degli strumenti suggeriti da Clapperton:

  • Klout
  • Twitalyzer
  • Google Analytics
  • Adobe Social Analytics
  • Radian 6

Guy Clapperton in definitiva ci conferma come i social media possono dare una forte spinta al proprio Brand in termini di Business, partendo però dal presupposto che sono e devono essere sempre visti come un investimento ragionato e non una scelta azzardata.

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