Google Adwords: stop alle OTA nei primi 3 risultati del PPC!

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Se sei aggiornato sulle novità del motore di ricerca Google, saprai che negli ultimi tempi ci sono state molte modifiche agli algoritmi del motore.

Trattasi per lo più di migliorie apportate per dare maggiore rilevanza a quei siti web che offrono un buon contenuto rispetto ad altri più scadenti.

Google, partendo dalla sua regola ferrea “Content is King“, ha deciso che i siti ben ottimizzati e con informazioni qualitativamente utili per gli utenti debbano essere premiati sul motore di ricerca. Quindi se il tuo sito è in linea con queste modifiche algoritmiche, potrebbe averne beneficiato.

Certamente è dura per il settore turistico fronteggiare portali turistici ed OTA nel posizionamento organico, ma di certo non è impossibile.

Oggi voglio però porre l’accento su un’altra questione: quella del posizionamento a pagamento. Per intenderci mi riferisco al Pay Per Click di Google Adwords.

Ciò che “metto in discussione” sono le inserzioni pubblicitarie che si possono visualizzare per determinate ricerche su Google. Ti faccio qualche esempio per parole chiave come “Hotel a Verona“, “Hotel a Milano” e “Hotel a Roma“.

Clicca sulle 3 immagini per ingrandirle:

Hotel a Verona

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Hotel a Milano

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Hotel a Roma

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Questi sono i risultati che ho trovato io nella parte superiore della pagina Google che di solito vedi colorati in rosa. Essere tra quei primi tre risultati a pagamento offre notevoli vantaggi, come puoi facilmente immaginare.

Il problema è che, soprattutto nel settore turistico, sono sempre occupati dai portali turistici ed OTA che avendo a disposizione budget incommensurabili da investire, riescono a presenziare in quelle posizioni 24h su 24h. Negli esempi che ho riportato noterai infatti Booking.com (una costante), Expedia, Trivago, Lastiminute e tanti altri a seconda delle ricerche.

REVISIONE ALGORITMO GOOGLE ADWORDS

Alla luce di quanto fatto da Google per il posizionamento organico, non sarebbe forse il caso di revisionare anche i risultati a pagamento del Pay Per Click?

Di sicuro i portali turistici ed OTA offrono contenuto di qualità per gli utenti che effettuano delle ricerche, però diventa impossibile per piccoli/medi hotel riuscire ad esserci, anche sporadicamente.

Che poi, a voler essere puntigliosi, potrebbe essere più utile far trovare un singolo hotel con la sua landing page o sito istituzionale piuttosto che un’OTA che ti presenta una lista infinita di strutture alberghiere su cui, successivamente, deve essere abile l’utente nel fare una scrematura delle strutture più convenienti per lui.

OTA e portali turistici rinomati non hanno certamente bisogno di inserzioni pubblicitarie per far sapere che esistono.

LA CONSOLAZIONE

C’è comunque da dire che non sono keywords generiche come “hotel + località” a conferire le migliori performance in termini di conversione, bensì parole chiave più strutturate e specifiche. E per fortuna!

Tuttavia, penso io, non farebbe schifo a nessuno potersi ritagliare un 5% di possibilità di apparizione lassù in alto.

Una riflessione che butto qui per iscritto, conoscendo le difficoltà che si hanno nel mantenere in posizioni elevate piccole strutture. Certo non investiranno migliaia di € all’anno come le OTA, però sono strutture che meritano di godere anch’esse di piccoli “momenti di notorietà”. :-)

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  • Quello che esponi in questo post sarebbe davvero un’ottima idea anche se la vedo molto difficile da realizzare, dato che mi sembra strano che Google decida di rinunciare agli introiti di OTA come Booking o Expedia a meno che la decisione non venga presa per favorire il proprio servizio “hotelfinder”…. E bisogna anche vedere quanto una “piccola struttura” possa competere all’asta di AdWords con una OTA che può permettersi di proporre, nelle proprie offerte, prezzi che neppure lo stesso hotel pubblicizzato può permettersi…

    A questo punto Google potrebbe “inventarsi” un “peso” di penalizzazione per non concedere a queste imprese la stessa possibilità di apparizione che potrebbe avere poi un hotel o pensione, anche se anche in questo caso bisognerebbe poter valutare se l’hotel appartiene ad una grossa catena, con grande disponibilità economica ed esperti di SEM , oppure se è una singola struttura che può non avere la stessa forza economica e di risorse umane (anche se sono convinto che una struttura “locale” con un buon esperto SEM che conosce il settore, può avere un eccellente risultato in fatto di ottimizzazione, come dici bene in chiusura del post).
    Per questo penso che, ora come ora, sia più conveniente e redditizio investire in Facebook, Youtube, Foursquare ed altre reti sociali, anche se non con la stessa “facilità” che offre AdWords…

    •  Ciao Pier Paolo.
      Infatti scrivi quello che andavo dicendo anche io nel post. Non dico proprio che debbano essere cancellati definitivamente gli annunci pubblicitari delle OTA, ci mancherebbe. Google ha sicuramente ottimi introiti da queste realtà. Però concedere di tanto in tanto l’apparizione anche per quelle strutture che non possono giocarsi grandi budget, non sarebbe male.

      Penso che bisogna un pò ridimensionare le cose. Altrimenti si arriva al punto in cui certi servizi si possono mettere in atto solo per quelli che possono usufruire di ingenti somme da investire online. :)